Carlo Piola Caselli
Il card. Carlo Francesco Caselli (parte seconda)


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     Il 20 ringrazia il vescovo di Padova, il quale ha manifestato il proprio compiacimento per la predica di P. Baroni al card. Carrara, nel frattempo spirato, saputolo da un famigliare del porporato e dalla recente missiva del vescovo. Esprime dispiacimento col march. Michele Doria a Genova che P. Ballester lo abbia incomodato per ottenere quella reggenza poiché, se avesse potuto, lo avrebbe accontentato, percui “o il Religioso non si fida di Noi, oppure vuole da Noi quello che non possiamo fare, diciamo ciò perché avremmo piacere che il detto Religioso conoscesse il suo dovere”. Redarguisce quindi piccantemente il Ballester “Vorremmo però che Egli profittasse di questa lezione per un’altra volta” e ne scrive in merito anche al senatore De Marini a Genova. Al P. Caselli ad Asti comunica di non avergli potuto assegnare il quaresimale di Genova del 1794, sicuramente però quello successivo. (78)

     Essendo stata promulgata in Francia la legge n. 2209 il 26 agosto 1792 (l’an IV de la Liberté) relativa agli ecclesiastici che hanno prestato giuramento o l’abbiano fatto e ritrattato, persistendo in tale stato, in 12 articoli, firmata Servan e controfirmata Danton, deliberata e trascritta il 2 settembre dal direttorio del dipartimento di Pui-de-Dome dal segretario generale Goigoux, è seguito il decreto della Convenzione Nazionale n. 775 dei 21 e 23 aprile 1793 (anno II della Repubblica Francese) secondo cui gli ecclesiastici secolari e regolari, fratelli conversi e laici che non abbiano prestato il giuramento di ‘mantenere la Libertà e l’Uguaglianza’, saranno trasferiti alla Guaiana Francese, datato 24 aprile e firmato Joseph Becker, Lasource, Chambon, Mellinet e G. Doulcet segretario (gli ultrasessantenni infermi, cagionevoli saranno chiusi in una casa dipartimentale particolare, mentre i deportati che rientrassero sul territorio saranno puniti con la pena di morte, non sono compresi in questo decreto vescovi, curati, vicari eletti dal popolo che abbiano giurato secondo la legge, professori ed ecclesiastici amministrativi, elemosinieri di reggimenti e battaglioni delle armate o nelle caserme). (79)

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(78) Il 29 ai PP. Fr. Zannutis a Gubbio (invierà a S. Fior. la pat. per Montefano di P. Diani), Amadio Amati a Pesaro (dispensa interv. al capitolo; prof.° Pichi e bac. Brini), Fil. Dini (irreg. risoluz. inviare P. Pichi a Cesena e Pesaro; prof.° Placido Guiducci; C. conta di essere a Sinigallia il 2 e 4 mag.), il 24 ai PP. Gio Tomei a S. Fior. (straordinariato delle monache a Portaria e disp. dall’interv. al capitolo), Franc. Zannuti (ricorso di un frate, forse Am. Ciaffoni), Gius. Gualdi a S. Gior. (P. Craviotto ha sup. l’esame), il 27 ai PP. Fil. Pavesi a Montefano (lo vorrebbero alla reggenza, per ora impossibile, ma gradita l’istanza), Fil. Padovani ad Ancona (disp. per capitolo; P. Ardovini), Paolo Lazari a Reggio (pred. 1794, ora panegir. per S. Pellegrino Laziosi, dopo altro pei Sette Fondatori), Gius. Damiani a Città della Pieve (quares. 1794 a Passignano, sig. Pietro Cocchi, cancell. vescov., pat. di conf.), al gonfal. e priori di Montefano (PP. Mapelli e Pavesi).

(79) Ordinanza del 4 mag. di trascr. ed affiss. nei corpi ammin. e nei tribunali. Art. 4 della legge del 3 brumaio, anno 4° della Rep. Francese una ed indivisibile. Lois relatives au serment des ecclesiastiques, ff. 1-4, in A.S.V., Francia, Appendice Epoca Napoleonica 1798-1815, v. 22, Miscell. di epoca anteriormente prossima alla sopra indicata, parte II. Segue, in questo fascicolo, l’ Instuction sur les erreurs du Schisme de France di Pierre Genés Tavernier De Courtines per grazia e autorità della Santa Sede Apostolica amministratore della diocesi di Saint-Paul-Trois-Chateau, dotta e circostanziata, manoscritto di ff.15 facente rif. ai Brevi del 30 sett. 1792 e del 10 genn. 1795 e con molte decine di note e di rif. ai vangeli, alla bibbia e bibliografiche, la cui Tavola dei principali errori confrontati è la seguente: Preambolo, pp. 1-5; 1) Sottrazione all’autorità della S. Sede, pp. 5-9; 2) Diritto, aggiudicato al Popolo, di eleggere i vescovi ed i curati, pp. 9-10; 3) Autorità dei vescovi, sottomessa al consiglio dei preti, pp. 10-11; 4) Giurisdizione confusa con l’ordine, pp. 11-15. Questa copia, priva di data, del 1795 circa, riporta un visto di mons. Caleppi.